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29 Ottobre 2021

GEDI: Il nuovo sistema di gestione del debito pubblico italiano che accoglie anche il monitoraggio del debito degli enti locali e territoriali

Il programma di rinnovamento del sistema di gestione del debito pubblico, all’interno dell’ecosistema di Finanza pubblica “Empowered, digital & Open platform for Public Debt Management”, mira a garantire una maggiore efficienza dell’intero processo di monitoraggio e a favorire un approccio collaborativo centrato sulla condivisione dei dati e delle informazioni secondo una logica trasversale. Nello specifico, le azioni messe in campo dal Dipartimento del Tesoro del MEF volte al miglioramento del sistema hanno seguito tre obiettivi fondamentali:

– dotare il Dipartimento di strumenti che assicurino la qualità dei dati presenti nel sistema e dell’elaborazione degli stessi, garantendone il controllo, la validazione e il consolidamento;

– migliorare lo scambio di dati, comunicazioni e documenti con le altre Istituzioni e Amministrazioni, attraverso soluzioni tecnologiche che favoriscono la collaborazione;

Perseguendo tali obiettivi è stata implementata la piattaforma GEDI che ha sostituito diversi applicativi verticali di gestione del debito pubblico domestico ed estero come GEDDEP, Sistema Previsionale, GPO, MTS, Valutazione Specialisti, ed ha sostituito anche il sistema CEAM, “Comunicazioni degli Enti locali e territoriali per il monitoraggio dell’indebitamento e l’accesso al mercato dei capitali".

La nuova piattaforma GEDI estende le funzionalità dei precedenti applicativi e mette a fattor comune l’operatività dei singoli uffici, garantendo una più ampia collaborazione fra gli utenti grazie anche alla condivisione delle fonti dati.

Fra le innovazioni introdotte con GEDI si segnalano:

– adozione del linguaggio di programmazione Java per le componenti applicative gestionali;

– integrazione col sistema di autenticazione e autorizzazione del portale DT per maggior sicurezza ed integrazione con le soluzioni enterprise;

– nuovi modelli matematici per il calcolo del mix portafoglio ottimale in gestione rischi e costi.

GEDI, con il suo corredo funzionale, ha permesso al MEF di allargare notevolmente la base dati trattata, potendo ora monitorare in modo capillare anche il debito contratto dalle Amministrazioni locali, in modo da avere una visione d’insieme degli andamenti economico-finanziari e delle esposizioni debitorie delle Amministrazioni Pubbliche, non limitandola alle sole Amministrazioni centrali.

Grazie a GEDI, infatti, le singole Amministrazioni inseriscono i dati descrittivi delle passività che compongono lo stock di debito dell’ente locale, permettendo così agli uffici preposti del Dipartimento del Tesoro di avere, in tempo reale, uno scenario affidabile e puntuale su cui condurre le attività di monitoraggio e supporto alle Amministrazioni.

L’allargamento del sistema di monitoraggio e gestione del Debito pubblico testimonia come, con l’applicazione di soluzioni innovative e centrate sulla Digital Transformation, si possano non solo aumentare le capacità analitiche, ma soprattutto verificare in tempo reale lo stato di salute delle casse delle comunità locali, variabile che, in ultima analisi, ha un impatto rilevante sulla qualità della vita di milioni di cittadini. In sintesi, avere a disposizione un sistema integrato di monitoraggio e gestione più “intelligente” e potente costituisce un valore aggiunto imprescindibile per il processo di gestione del debito pubblico italiano e uno strumento utilissimo nel periodo di ripresa dalla crisi sanitaria e di utilizzo dei fondi del PNRR.

Debito Pubblico
Attività
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07 Luglio 2021

Contrasto agli illeciti finanziari: Il sistema SiMEC e la soluzione di Business intelligence

Con la realizzazione del progetto “Empowered Digital Public Financial Illecit Platform” il Dipartimento mira all’aumento dell’efficienza dell’intero processo di gestione e prevenzione degli illeciti finanziari. Il raggiungimento di questo obiettivo si è tradotto anche nello sviluppo costante della piattaforma applicativa SiMEC, con l’estensione delle funzionalità esistenti grazie a nuove soluzioni tecnologiche e di business intelligence.

Il SiMEC è il sistema progetto per l’Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Pagamento (UCAMP) del Ministero dell’Economia e delle Finanze con più di 80.000 utenti che riunisce in un’unica piattaforma tutti i dati per il monitoraggio delle frodi e falsificazioni delle carte e dell’euro, integrando e fornendo un punto di collegamento, unico nel suo genere, tra il mondo Privato e la Pubblica Amministrazione.

Il SiMEC, in esercizio dal 18 settembre 2017, integra i sistemi preesistenti SIPAF e SIRFE e consente una visione univoca e coerente sui dati dei fenomeni illeciti. L’obiettivo dell’evoluzione del Sistema è elevare sempre più gli standard delle contromisure ad attività illegali, contribuendo a garantire l’integrità della moneta unica e la sicurezza di chi la usa.

Progettato partendo dai processi di monitoraggio delle frodi e falsificazioni dell’Euro (Banconote e Monete) e dei mezzi di pagamento diversi dal contante (Carte, ATM, POS), il SiMEC è stato definito nelle sue funzionalità e aree di monitoraggio partendo dalle differenti esigenze organizzative degli Enti coinvolti, con particolare attenzione ai soggetti del sistema bancario, principali stakeholder di progetto. Motivo per cui il sistema è stato integrato con la rete nazionale interbancaria (RNI) in modo da elaborare i dati più puntuali possibile circa l’area Carte.

In particolare l’Area Carte del Sistema ha il compito di gestire la Prevenzione Amministrativa sulle Frodi relative alle Carte di Pagamento o di altri mezzi diversi dal contante (ATM, e POS). Partecipano al sistema di prevenzione le società, le banche e gli intermediari finanziari che emettono carte di pagamento e gestiscono reti commerciali di accettazione delle carte stesse, elaborando e distribuendo i dati relativi al fenomeno.

L’Area Euro, invece, consente di adempiere l'obbligo per gli Enti gestori del contante di trasmettere per via telematica all’Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Pagamento del Ministero dell'Economia e delle Finanze i dati tecnici e le informazioni inerenti all'identificazione dei sospetti casi di valute false. Il sistema inoltre acquisisce le perizie degli organi competenti (Banca D’Italia e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato) sulle singole segnalazioni.

Nel 2019 poi è stata avviata la definizione e progettazione del nuovo sistema di Business Intelligence, che ha permesso nel 2020 di potenziare la piattaforma applicativa corredando il SIMEC di un sistema conoscitivo per potenziare la gestione e la prevenzione degli illeciti nei mezzi di pagamento.

Il Sistema di Business intelligence è stato sviluppato in due fasi:

➔ Nella FASE 1 sono state realizzate nuove funzionalità per le analisi periodiche e di sintesi basate sulle informazioni del sistema. Il sistema realizzato nella Fase 1, in particolare, ha implementato un'area dedicata alle statistiche descrittive e alla reportistica standard con un nuovo set di indicatori annuali, semestrali, mensili.

➔ Nella FASE 2 è stata sviluppata un'area dedicata ad un insieme di tecnologie innovative tipiche del Machine Learning- Artificial Intelligence Engine e Investigation Entities Behavior Analysis - affinché il sistema sia capace di riconoscere, prevedere e segnalare occorrenze, tendenze e caratteristiche dei fenomeni illeciti con sempre maggior dettaglio.

 

Il SiMEC, quindi, diventa uno strumento fondamentale per gli enti di gestione e controllo, individuando i fenomeni illeciti e fornendo al Dicastero e al sistema bancario una visione puntuale delle transazioni illecite permettendo quindi di individuare soluzioni organizzative e legislative volte al contrasto di ogni tipo di fenomeno illegale.

 

 

Il sistema quindi contribuisce in modo diretto alla tenuta del mercato finanziario e monetario italiano, divenendo uno strumento di difesa per esercenti e cittadini e del loro poter di acquisto, sia fisico che digitale. Strumento di difesa divenuto ancora più importante nell’anno della pandemia in cui le transazioni digitali sono aumentate esponenzialmente assieme ai tentativi di frode e phishing.

Illeciti Finanziari
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08 Giugno 2021

L’importanza dei dati nella gestione dell’attivo Patrimoniale: Il Caso DT Plus

Il 20 maggio 2021, si è svolto presso la LUISS Guido Carli Business School un incontro dedicato agli studenti sul tema “Dati e Governance della PA”.  Alla giornata di Formazione hanno preso parte Michele Petrocelli - Dirigente Ufficio Coordinamento Informatico Dipartimentale del Dipartimento del Tesoro - ed esponenti di SOGEI che hanno illustrato agli studenti, fra le diverse attività coordinate, anche il programma DT Plus realizzato dal Dipartimento del Tesoro che ha nella cultura e nella valorizzazione dei dati il suo elemento fondamentale.

"Nell’ambito del Programma finanziato dal PON Governance, Michele Petrocelli ha descritto in particolare lo stream dedicato alla gestione dell’attivo patrimoniale e al ruolo fondamentale del Dato nella costruzione di un nuovo modello di censimento degli immobili. Partendo dai macro-obiettivi di digital transformation definiti dal Programma DT, Petrocelli ha sottolineato come, dopo un anno di crisi generata dalla pandemia, il potenziamento delle capacità di elaborazione dati sia fondamentale per riprogettare la ripresa e realizzare gli obiettivi fissati dal PNRR.

“Dare valore ai dati e creare valore grazie ai dati” è il principio che sta guidando il progetto di digital transformation del Programma DT Plus, per offrire sistemi e servizi agli stakeholders del Ministero più affidabili, con una maggiore capacità di previsione e programmazione, migliorando in assoluto le capacità di risposta della PA alle esigenze emergenti in diversi settori della vita nazionale.

In merito alla gestione dell’attivo patrimoniale, a riprova della filosofia che sta guidando il Dipartimento del Tesoro nell’applicazione del PON, è stato presentato il nuovo modello DT PLUS di gestione del patrimonio immobiliare. Da un’unica fonte dati rappresentata dai registri catastali, il modello odierno si è evoluto ampliando le fonti trattate. Infatti il nuovo modello DT PLUS raccoglie ed elabora dati provenienti anche dalle Amministrazioni Locali e centrali, oltre ai dati catastali, grazie a un algoritmo sviluppato da SOGEI.

L’ampliamento del sistema di monitoraggio a questi nuovi database permette al Dicastero di andare oltre la collezione e mappatura degli immobili, per incrociare le loro caratteristiche e collocazione con i fabbisogni della PA e delle comunità territoriali. Questo nuovo modello quindi offre così informazioni più utili sulle possibilità di utilizzo dei beni immobiliari, ridefinendo così anche le logiche di efficientamento del patrimonio pubblico e migliorando sensibilmente la capacità di risposta ai bisogni sociali emergenti sui diversi territori italiani.

Attivo Patrimoniale
Attività
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31 Maggio 2021

Valorizzazione degli Immobili: Il nuovo Metodo DT PLUS

Nel programma DT Plus, il progetto “Empowered & Digital Public Asset Platform” punta al rafforzamento della capacità dell’Amministrazione pubblica nella gestione dell’attivo patrimoniale a livello centrale e locale, attraverso la creazione di un sistema di gestione e valorizzazione del patrimonio.

L’Infografica quindi mette a confronto il vecchio modello catastale con il nuovo realizzato grazie al Programma PON Governance. Come si evince dallo schema, il nuovo Modello DT Plus aumenta le fonti e le tratta per avere una mappatura non solo dei propri immobili, ma anche una visione del contesto sociale in cui questi si inseriscono, potendo ridefinire destinazioni e funzioni dei beni immobiliari pubblici.

L’applicazione degli strumenti di Business Intelligence al portafoglio immobiliare pubblico quindi dimostra come l’aumento della capacità di analisi sia uno strumento fondamentale non solo per la gestione e la trasparenza del sistema pubblico, ma soprattutto un driver fondamentale per rispondere in modo puntuale ai bisogni dei cittadini e delle comunità locali, riducendo la distanza fra le necessità sociali emergenti e le capacità di risposta della PA.

Attivo Patrimoniale
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29 Marzo 2021

Agid pubblica il nuovo report sulla ICT della PA - La rilevazione mostra una crescita della spesa ICT che raggiunge nel 2020 quota 6,2 miliardi di euro

Il report “La spesa ICT nella PA italiana 2020”, giunto alla terza edizione, ha accompagnato la redazione del Piano triennale per l’informatica 2020-2022, accogliendo e analizzando dati e informazioni su un insieme di amministrazioni pubbliche che complessivamente muovono buona parte della spesa pubblica italiana destinata all’Information and Communication Technologies (ICT).

“L’analisi di ben 629 progetti ICT realizzati da amministrazioni centrali e locali mostra come gli investimenti per le Infrastrutture e le Piattaforme rappresentino i principali ambiti in termini di spesa, rispettivamente con il 41% e il 33%, Seguiti dagli investimenti per la realizzazione di Servizi digitali, pari al 19%.

La spesa ICT stimata per il 2020 per la Pubblica amministrazione italiana - sulla base di una proiezione che poggia sui dati emersi dall’analisi del panel -  è di circa 6,2 miliardi di euro e presenta una crescita del 7% annuo tra il 2017 e il 2020, passando da un totale di circa 2,2 miliardi di euro a quasi 2,7 miliardi di euro anche se, come illustrato nel report, il trend non si mostra uniforme tra i comparti delle amministrazioni centrali e locali.”


Per scoprire continua a leggere l’articolo sul portale di AGID

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