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Programma
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26 Maggio 2022

Dai sistemi digitali alle persone: gli Experience Centre del Dipartimento del Tesoro

La gestione del debito pubblico è una delle principali missioni istituzionali del Dipartimento del Tesoro attraverso attività di direzione, coordinamento, monitoraggio e gestione dei rapporti con Istituzioni e organismi internazionali. In tale ambito, il programma di rinnovamento del sistema di gestione del debito pubblico all’interno dell’ecosistema di Finanza pubblica “Empowered, Digital & Open Platform for Public Debt Management” mira a garantire una maggiore efficienza dell’intero processo e favorire un approccio collaborativo di condivisione e scambio di dati. Infatti, fra le linee progettuali previste c’è anche la ridefinizione di alcune aree del Dipartimento per migliorare le competenze di gestione progetti Open government.

La progettazione e realizzazione di “Experience Centre”, attualmente in corso, è uno degli ultimi step operativi dei progetti finanziati dal PON che hanno previsto prima di tutto l’implementazione e l’attivazione di nuove piattaforme volte a potenziare capacità di analisi, interoperabilità e previsione dei sistemi.

Ma se i sistemi gestionali evolvono aumentando le opportunità di integrazione e analisi dati, diviene necessario intervenire anche su quei processi e modelli organizzativi che coinvolgono le persone che quotidianamente lavorano su tali sistemi.

Ed è da questa relazione che nasce il progetto degli “Experience Centre” del Dipartimento del Tesoro: far evolvere di pari passo gli strumenti digitali con l’organizzazione del lavoro, ripensando profondamente l’esperienza in ufficio e le modalità di collaborazione.

La pandemia, infatti, ha già fatto registrare un salto in avanti nell’uso degli strumenti digitali per la collaborazione a distanza, modificando in modo importante le abitudini lavorative e arricchendole di soluzioni tecnologiche e organizzative fino a pochi mesi fa inedite.

Sulla base di questi elementi e tenuto conto del rientro di molto personale in sede dopo la fine dell’emergenza sanitaria, si stanno realizzando all’interno di alcune sale del Dipartimento dei nuovi spazi di collaborazione, rimodulando aree di lavoro già esistenti e che oggi si vogliono sfruttare al meglio in termini di attività.

Le nuove aree, progettate con funzioni diverse ma integrate, vogliono favorire la collaborazione fra i dipendenti e moltiplicare i punti di connessione con altri uffici ed enti, anche al di fuori del Dipartimento.

Saranno infatti spazi pensati per far collaborare gruppi di lavoro, task force e connetterli con altri uffici o gli altri spazi in costruzione. Una delle aree sarà dedicata agli stand up meeting (quindi più brevi nei tempi ed esecutivi negli obiettivi) che offrirà ai dipendenti del Dipartimento un luogo dove poter organizzare le proprie attività di allineamento, sia in presenza sia da remoto.

Gli spazi, inoltre, saranno interconnessi attraverso un sistema di videoconferenza specifico che permetterà di creare un unico spazio di lavoro phygital, in cui le nuove aree divengono - grazie alla tecnologia - un luogo accogliente anche per gli invitati esterni grazie agli strumenti di collaboration adottati già da tempo dal Dipartimento.

Infine, tutte le tecnologie e i tool per allestire le nuove aree di lavoro sono stati selezionati per la capacità di essere integrabili con le soluzioni già in uso al Dipartimento e per la possibilità di essere facilmente riutilizzabili per eventuali scopi diversi o nuove necessità logistiche.

Dopo aver aggiornato i sistemi gestionali, quindi, il Dipartimento sta accompagnando il suo processo di digital transformation anche intervenendo sul modello lavorativo e sulle relazioni che si stabiliscono fra i colleghi, certi che per fare vera innovazione, la trasformazione deve far andare di pari passo l’evoluzione degli strumenti con i modelli di lavoro per le persone in presenza.

Debito Pubblico
Attività
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04 Marzo 2022

Un triennio di trasformazione digitale fra cambiamenti strutturali e risposta all’emergenza sanitaria

Il programma PON di Digital Transformation del Dipartimento del Tesoro si è sviluppato nel triennio 2019-2021 ed ha avuto modalità l'obiettivo di potenziare processi e di lavoro negli obiettivi di prevenzione degli illeciti finanziari, di gestione dell'attivo patrimoniale e del debito pubblico. Al 2021 appare ripercorrere le innovazioni utili dal PON Governance e Capacità istituzionale sui tre filoni termini progettuali definiti. Il Dipartimento, infatti, in questo ultimo triennio ha scelto di impegnarsi in un percorso di innovazione e digitalizzazione, valorizzando l'utilizzo delle nuove tecnologie per aumentare l'efficienza di processi e modelli organizzativi, nonché la sicurezza e l'accessibilità dei dati.

1. Prevenzione degli Illeciti finanziari

Il progetto degli Illeciti finanziari ha permesso l'implementazione del SiMEC, il sistem di prevenzione per l'Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Pagamento (UCAMP) del Ministero dell'Economia e delle Finanze, con più di 80.000 utenti che devono entrare in un' unica piattaforma tutti i dati per il monitoraggio delle frodi e falsificazioni delle carte e dell'euro, integrando e fornendo un punto di collegamento, unico nel suo genere, tra il mondo Privato e la Pubblica Amministrazione. Partendo dai processi di monitoraggio delle frodi e falsificazioni dell'euro (Banconote e Monete) e dei mezzi di pagamento diversi dal contante (Carte, ATM, POS destinati), il SiMEC è stato definito nelle sue funzionalità e aree di monitoraggio partendo dalle diverse esigenze organizzative degli enti coinvolti, con particolare attenzione ai soggetti del sistema bancario, principali stakeholder di progetto. Motivo per cui il sistema è stato integrato con la rete nazionale interbancaria (RNI) in modo da elaborare i dati più precisi possibili circa l'area Carte. Nel 2020 il Dipartimento ha ampliato la piattaforma realizzando un sistema di Business Intelligence per potenziare la gestione e la prevenzione degli illeciti nei mezzi di pagamento, adottando un mix di tecnologie basate su Machine Learning, Artificial Intelligence Engine e Investigation & Entities Behavior Analysis, affinché il sistema sia capace di riconoscere, prevedere e tendenze e caratteristiche dei fenomeni illeciti con sempre maggior dettaglio.

2. Gestione dell'attivo patrimoniale

Venendo invece al filone progettuale dedicato alla gestione dell'attivo patrimoniale a livello centrale e locale, nel 2020/2021, il Dipartimento ha realizzato diversi progetti dedicati alla valorizzazione del Patrimonio immobiliare pubblico attraverso il miglioramento della gestione dei dati relativi agli stabili e al territorio di riferimento. L'applicazione degli strumenti di Business Intelligence sta permettendo un vero e proprio salto paradigmatico nella definizione del valore e dell'uso del immobiliare, dal prendere in considerazione la singola unità abitativa fino ad arrivare all'intera costruzione, supportando così logiche di gestione e assegnazioni degli stabili efficaci più. Questa nuova valorizzazione degli immobili rappresenta un'enorme opportunità per migliorare non solo la conoscenza dell'asset, ma soprattutto la miglior valutazione del suo impiego e riutilizzo per finalità sociali. Infatti, grazie ai dati provenienti dagli enti locali è possibile comprendere anche come e quanto il patrimonio immobiliare pubblico possa rispondere agli effettivi bisogni territoriali.

3. Gestione del Debito Pubblico

Resta da approfondire la progettualità circa la gestione del debito pubblico, il tema centrale per la ripresa economica ei suoi risvolti nella gestione dei fondi Sure e del PNRR, che ha sostituito diversi applicativi verticali di gestione del debito pubblico

Attività
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29 Ottobre 2021

GEDI: Il nuovo sistema di gestione del debito pubblico italiano che accoglie anche il monitoraggio del debito degli enti locali e territoriali

Il programma di rinnovamento del sistema di gestione del debito pubblico, all’interno dell’ecosistema di Finanza pubblica “Empowered, digital & Open platform for Public Debt Management”, mira a garantire una maggiore efficienza dell’intero processo di monitoraggio e a favorire un approccio collaborativo centrato sulla condivisione dei dati e delle informazioni secondo una logica trasversale. Nello specifico, le azioni messe in campo dal Dipartimento del Tesoro del MEF volte al miglioramento del sistema hanno seguito tre obiettivi fondamentali:

– dotare il Dipartimento di strumenti che assicurino la qualità dei dati presenti nel sistema e dell’elaborazione degli stessi, garantendone il controllo, la validazione e il consolidamento;

– migliorare lo scambio di dati, comunicazioni e documenti con le altre Istituzioni e Amministrazioni, attraverso soluzioni tecnologiche che favoriscono la collaborazione;

Perseguendo tali obiettivi è stata implementata la piattaforma GEDI che ha sostituito diversi applicativi verticali di gestione del debito pubblico domestico ed estero come GEDDEP, Sistema Previsionale, GPO, MTS, Valutazione Specialisti, ed ha sostituito anche il sistema CEAM, “Comunicazioni degli Enti locali e territoriali per il monitoraggio dell’indebitamento e l’accesso al mercato dei capitali".

La nuova piattaforma GEDI estende le funzionalità dei precedenti applicativi e mette a fattor comune l’operatività dei singoli uffici, garantendo una più ampia collaborazione fra gli utenti grazie anche alla condivisione delle fonti dati.

Fra le innovazioni introdotte con GEDI si segnalano:

– adozione del linguaggio di programmazione Java per le componenti applicative gestionali;

– integrazione col sistema di autenticazione e autorizzazione del portale DT per maggior sicurezza ed integrazione con le soluzioni enterprise;

– nuovi modelli matematici per il calcolo del mix portafoglio ottimale in gestione rischi e costi.

GEDI, con il suo corredo funzionale, ha permesso al MEF di allargare notevolmente la base dati trattata, potendo ora monitorare in modo capillare anche il debito contratto dalle Amministrazioni locali, in modo da avere una visione d’insieme degli andamenti economico-finanziari e delle esposizioni debitorie delle Amministrazioni Pubbliche, non limitandola alle sole Amministrazioni centrali.

Grazie a GEDI, infatti, le singole Amministrazioni inseriscono i dati descrittivi delle passività che compongono lo stock di debito dell’ente locale, permettendo così agli uffici preposti del Dipartimento del Tesoro di avere, in tempo reale, uno scenario affidabile e puntuale su cui condurre le attività di monitoraggio e supporto alle Amministrazioni.

L’allargamento del sistema di monitoraggio e gestione del Debito pubblico testimonia come, con l’applicazione di soluzioni innovative e centrate sulla Digital Transformation, si possano non solo aumentare le capacità analitiche, ma soprattutto verificare in tempo reale lo stato di salute delle casse delle comunità locali, variabile che, in ultima analisi, ha un impatto rilevante sulla qualità della vita di milioni di cittadini. In sintesi, avere a disposizione un sistema integrato di monitoraggio e gestione più “intelligente” e potente costituisce un valore aggiunto imprescindibile per il processo di gestione del debito pubblico italiano e uno strumento utilissimo nel periodo di ripresa dalla crisi sanitaria e di utilizzo dei fondi del PNRR.

Debito Pubblico
Attività
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07 Luglio 2021

Contrasto agli illeciti finanziari: Il sistema SiMEC e la soluzione di Business intelligence

Con la realizzazione del progetto “Empowered Digital Public Financial Illecit Platform” il Dipartimento mira all’aumento dell’efficienza dell’intero processo di gestione e prevenzione degli illeciti finanziari. Il raggiungimento di questo obiettivo si è tradotto anche nello sviluppo costante della piattaforma applicativa SiMEC, con l’estensione delle funzionalità esistenti grazie a nuove soluzioni tecnologiche e di business intelligence.

Il SiMEC è il sistema progetto per l’Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Pagamento (UCAMP) del Ministero dell’Economia e delle Finanze con più di 80.000 utenti che riunisce in un’unica piattaforma tutti i dati per il monitoraggio delle frodi e falsificazioni delle carte e dell’euro, integrando e fornendo un punto di collegamento, unico nel suo genere, tra il mondo Privato e la Pubblica Amministrazione.

Il SiMEC, in esercizio dal 18 settembre 2017, integra i sistemi preesistenti SIPAF e SIRFE e consente una visione univoca e coerente sui dati dei fenomeni illeciti. L’obiettivo dell’evoluzione del Sistema è elevare sempre più gli standard delle contromisure ad attività illegali, contribuendo a garantire l’integrità della moneta unica e la sicurezza di chi la usa.

Progettato partendo dai processi di monitoraggio delle frodi e falsificazioni dell’Euro (Banconote e Monete) e dei mezzi di pagamento diversi dal contante (Carte, ATM, POS), il SiMEC è stato definito nelle sue funzionalità e aree di monitoraggio partendo dalle differenti esigenze organizzative degli Enti coinvolti, con particolare attenzione ai soggetti del sistema bancario, principali stakeholder di progetto. Motivo per cui il sistema è stato integrato con la rete nazionale interbancaria (RNI) in modo da elaborare i dati più puntuali possibile circa l’area Carte.

In particolare l’Area Carte del Sistema ha il compito di gestire la Prevenzione Amministrativa sulle Frodi relative alle Carte di Pagamento o di altri mezzi diversi dal contante (ATM, e POS). Partecipano al sistema di prevenzione le società, le banche e gli intermediari finanziari che emettono carte di pagamento e gestiscono reti commerciali di accettazione delle carte stesse, elaborando e distribuendo i dati relativi al fenomeno.

Illeciti Finanziari
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08 Giugno 2021

L’importanza dei dati nella gestione dell’attivo Patrimoniale: Il Caso DT Plus

Il 20 maggio 2021, si è svolto presso la LUISS Guido Carli Business School un incontro dedicato agli studenti sul tema “Dati e Governance della PA”.  Alla giornata di Formazione hanno preso parte Michele Petrocelli - Dirigente Ufficio Coordinamento Informatico Dipartimentale del Dipartimento del Tesoro - ed esponenti di SOGEI che hanno illustrato agli studenti, fra le diverse attività coordinate, anche il programma DT Plus realizzato dal Dipartimento del Tesoro che ha nella cultura e nella valorizzazione dei dati il suo elemento fondamentale.

"Nell’ambito del Programma finanziato dal PON Governance, Michele Petrocelli ha descritto in particolare lo stream dedicato alla gestione dell’attivo patrimoniale e al ruolo fondamentale del Dato nella costruzione di un nuovo modello di censimento degli immobili. Partendo dai macro-obiettivi di digital transformation definiti dal Programma DT, Petrocelli ha sottolineato come, dopo un anno di crisi generata dalla pandemia, il potenziamento delle capacità di elaborazione dati sia fondamentale per riprogettare la ripresa e realizzare gli obiettivi fissati dal PNRR.

“Dare valore ai dati e creare valore grazie ai dati” è il principio che sta guidando il progetto di digital transformation del Programma DT Plus, per offrire sistemi e servizi agli stakeholders del Ministero più affidabili, con una maggiore capacità di previsione e programmazione, migliorando in assoluto le capacità di risposta della PA alle esigenze emergenti in diversi settori della vita nazionale.

In merito alla gestione dell’attivo patrimoniale, a riprova della filosofia che sta guidando il Dipartimento del Tesoro nell’applicazione del PON, è stato presentato il nuovo modello DT PLUS di gestione del patrimonio immobiliare. Da un’unica fonte dati rappresentata dai registri catastali, il modello odierno si è evoluto ampliando le fonti trattate. Infatti il nuovo modello DT PLUS raccoglie ed elabora dati provenienti anche dalle Amministrazioni Locali e centrali, oltre ai dati catastali, grazie a un algoritmo sviluppato da SOGEI.

L’ampliamento del sistema di monitoraggio a questi nuovi database permette al Dicastero di andare oltre la collezione e mappatura degli immobili, per incrociare le loro caratteristiche e collocazione con i fabbisogni della PA e delle comunità territoriali. Questo nuovo modello quindi offre così informazioni più utili sulle possibilità di utilizzo dei beni immobiliari, ridefinendo così anche le logiche di efficientamento del patrimonio pubblico e migliorando sensibilmente la capacità di risposta ai bisogni sociali emergenti sui diversi territori italiani.

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